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Bonus 200 euro: quando e come verrà chiesta la restituzione all’Inps #adessonews


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Introdotto con il Decreto “Aiuti” in vigore dallo scorso 18 maggio (D.L. del 17 maggio 2022 numero 50), il bonus 200 euro rappresenta una misura economica di contrasto all’aumento del costo della vita, verificatosi a seguito della guerra in Ucraina.

Il sussidio, oggetto degli articoli 31 e 32 del D.L., si concretizza in una somma netta da erogare una tantum in favore di una vasta platea di beneficiari in cui rientrano, tra gli altri, lavoratori dipendenti, pensionati, beneficiari del Reddito di Cittadinanza, percettori dell’indennità di disoccupazione NASpI o DIS-COLL, collaboratori coordinati e continuativi e lavoratori autonomi occasionali.

L’INPS è intervenuta con la Circolare del 24 giugno 2022 numero 73, con l’obiettivo di chiarire gli aspetti operativi legati al pagamento del bonus e soprattutto fornire indicazioni su quali siano le categorie che riceveranno d’ufficio il sussidio e quelle, al contrario, che dovranno presentare apposita domanda all’Istituto.

La circolare è stata inoltre l’occasione per anticipare quali controlli e verifiche effettuerà l’INPS, soprattutto nei casi di percezione indebita del bonus 200 euro (si pensi a chi lo riceve da più datori di lavoro) ed altresì come avverrà il recupero delle somme non spettanti.

Analizziamo quest’ultimo aspetto in dettaglio.

Bonus 200 euro: beneficiari e come e quando viene erogato, categoria per categoria

Bonus 200 euro: quando viene chiesta la restituzione per i pensionati

L’articolo 32 comma 1 del D.L. numero 50 riconosce il bonus 200 euro ai “soggetti residenti in Italia, titolari di uno o più trattamenti pensionistici a carico di qualsiasi forma previdenziale obbligatoria, di pensione o assegno sociale, di pensione o assegno per invalidi civili, ciechi e sordomuti, nonché di trattamenti di accompagnamento alla pensione, con decorrenza entro il 30 giugno 2022”.

I soggetti citati hanno diritto al pagamento d’ufficio del bonus, da parte dell’INPS con la mensilità di luglio 2022, se in possesso di un reddito personale assoggettabile ad IRPEF, al netto dei contributi previdenziali ed assistenziali, non superiore per l’anno 2021 ad euro 35.000.

Come espressamente previsto dal comma 5 del citato articolo 32 l’INPS, una volta liquidato il bonus, si riserva di effettuare verifiche sulla situazione reddituale del beneficiario. La stessa Circolare del 24 giugno 2022 anticipa, in attesa di future istruzioni, che il pagamento dell’indennità in favore dei pensionati avviene “in via provvisoria e che il consolidamento del diritto” al bonus 200 euro diventa definitivo solo “all’esito dell’acquisizione delle informazioni reddituali e delle conseguenti attività di elaborazione finalizzate alle relative verifiche”.

Il rischio è pertanto quello di dover restituire l’indennità una tantum se l’Istituto verifica che:

  • Il percipiente ha totalizzato nel 2021 un reddito eccedente i 35 mila euro;
  • Il trattamento pensionistico che ha dato titolo al riconoscimento dell’indennità è stato revocato, nonché in tutte le circostanze in cui si accerti successivamente la non sussistenza del diritto a prescindere dal requisito reddituale.

In tutte le ipotesi appena citate, l’INPS procederà al recupero del bonus 200 euro non spettante, secondo le modalità definite con la Circolare del 16 marzo 2018 numero 47, in materia di gestione degli indebiti derivanti da prestazioni pensionistiche e da trattamenti di fine servizio / fine rapporto.

Recupero bonus 200 euro per i lavoratori dipendenti

L’articolo 31 del Decreto “Aiuti” disciplina l’erogazione dell’indennità una tantum in favore dei lavoratori dipendenti. In tal caso, il pagamento avviene da parte del datore di lavoro, il quale anticipa l’importo in busta paga per conto dell’INPS.

La somma erogata è poi recuperata dall’azienda in sede di versamento dei contributi con modello F24. I dettagli dei bonus 200 euro versati (e a chi) vengono riportati nel modello UniEmens, da trasmettere all’INPS entro la fine del mese successivo quello di competenza.

Beneficiari con più rapporti di lavoro

Partendo dal presupposto che il bonus 200 euro spetta una sola volta per singola persona fisica, a prescindere da quanti rapporti di lavoro abbia in corso, potrebbe verificarsi l’ipotesi di chi erroneamente riceve l’indennità da più datori di lavoro.

Come chiarito dall’Istituto nella Circolare numero 73 nel caso in cui dovesse risultare, per il medesimo lavoratore dipendente, che “più datori di lavoro abbiano compensato su UniEmens la predetta indennità di 200 euro, l’Istituto comunicherà a ciascun datore di lavoro interessato la quota parte dell’indebita compensazione effettuata” al fine di procedere alla restituzione all’INPS ed al recupero verso il dipendente. La procedura si concretizzerà secondo le istruzioni che “verranno fornite con successivo messaggio”.

Ancora l’Istituto sottolinea che l’importo indebitamente riconosciuto al lavoratore “ai fini del recupero, sarà suddiviso in parti uguali tra i diversi datori di lavoro che avranno conguagliato la predetta indennità, per il medesimo lavoratore, e che, conseguentemente, saranno tenuti alla restituzione”.

In definitiva, l’INPS segnalerà, grazie ad un controllo effettuato sulle denunce UniEmens, l’ammontare del bonus 200 euro corrisposto in eccedenza, il quale dovrà essere recuperato in busta paga dal datore di lavoro, operando una trattenuta pari all’importo comunicato dall’Istituto.

Beneficiari lavoratori dipendenti e pensionati

Un’altra ipotesi in cui il lavoratore potrebbe vedersi costretto a restituire il bonus 200 euro è quella in cui ha ricevuto l’indennità in parola sia come titolare di trattamento pensionistico, di accompagnamento a pensione o di prestazione assistenziale, che come lavoratore attivo.

In questi casi, come sottolineato dall’INPS, il beneficio (spettante una sola volta) è corrisposto all’interessato come “soggetto titolare del trattamento pensionistico o assistenziale”.

A seguito dell’incrocio dei dati tra denunce UniEmens ed elenchi dei beneficiari del bonus 200 euro in qualità di pensionati o destinatari di trattamenti assistenziali, l’INPS ha la possibilità di verificare l’eventuale erogazione indebita dell’indennità, chiedendone il recupero al datore di lavoro e la successiva trattenuta, da parte di quest’ultimo, in busta paga nei confronti del dipendente.

Pagamento dopo i controlli INPS

La Circolare INPS ha precisato che i datori di lavoro potranno, in presenza dei requisiti richiesti, erogare l’indennità anche in favore di chi, in quanto lavoratore stagionale, a tempo determinato o intermittente ovvero come iscritto al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo avrebbe diritto al bonus 200 euro previa domanda all’INPS.

In queste ipotesi il pagamento da parte dell’Istituto “sarà residuale, a domanda, secondo i requisiti già indicati e specificati dalla norma, laddove tali lavoratori non abbiano già percepito l’indennità nel mese di luglio 2022, ove spettante”.

Bonus 200 euro colf e badanti: domanda, date e modalità di pagamento

Bonus 200 euro: quando può essere richiesto dall’INPS

Al di là di quanto appena descritto in merito a lavoratori dipendenti e pensionati, la Circolare numero 73 l’INPS non menziona (eccezion fatta per quanto diremo poi) altre ipotesi di verifica e recupero del bonus 200 euro non spettante, nei confronti degli altri soggetti beneficiari. Non si escludono comunque, in futuro, ulteriori precisazioni dell’Istituto in merito.

Oltre a dipendenti e pensionati l’indennità spetta, ricordiamolo, ai sensi dell’articolo 32 commi dall’8 al 18, a beneficio di:

  • Lavoratori domestici (articolo 32 comma 8) previa domanda all’INPS, che abbiano in essere uno o più rapporti di lavoro alla data del 18 maggio 2022, per i quali risulti attiva l’iscrizione del rapporto di lavoro nella Gestione dei Lavoratori domestici dell’Istituto, con un reddito IRPEF 2021 non superiore a 35 mila euro (concorrono al tetto dei 35 mila euro i redditi di qualsiasi natura, come precisato dalla Circolare numero 73);
  • Titolari delle indennità di disoccupazione NASpI e DIS-COLL nel mese di giugno 2022 (articolo 32 comma 9), con riconoscimento del bonus d’ufficio, ad opera dell’INPS;
  • Destinatari dell’indennità di disoccupazione agricola nel corso del 2022, di competenza dell’anno precedente (articolo 32 comma 10), con erogazione del bonus d’ufficio da parte dell’INPS;
  • Titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa alla data del 18 maggio 2022 (articolo 32 comma 11), previa domanda all’INPS, iscritti alla Gestione separata INPS, con un reddito 2021 (derivante dai suddetti rapporti) non superiore a 35 mila euro;
  • Soggetti destinatari delle indennità una tantum COVID-19 (articolo 32 comma 12) riconosciute ai sensi dell’articolo 10, commi da 1 a 9, del Decreto – legge numero 41/2021 e dell’articolo 42 del Decreto – legge numero 73/2021 (in questo caso l’INPS eroga il bonus 200 d’ufficio);
  • Lavoratori dipendenti stagionali, a tempo determinato ed intermittenti (compresi i lavoratori a termine del settore agricolo) previa domanda all’INPS (articolo 32 comma 13), i quali abbiano svolto almeno cinquanta giornate di effettivo lavoro nel 2021, nell’ambito dei suddetti rapporti, da cui hanno peraltro ricevuto un reddito non eccedente i 35 mila euro, nel corso dello stesso anno;
  • Lavoratori autonomi o dipendenti (articolo 32 comma 14), previa domanda all’INPS, iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo, cui hanno versato nel 2021 almeno cinquanta contributi giornalieri ed hanno percepito, nel medesimo anno, un reddito derivante da rapporti di lavoro nello spettacolo non superiore a 35 mila euro;
  • Lavoratori autonomi (articolo 32 comma 15), previa domanda all’INPS, privi di partita IVA nel periodo 1° gennaio 2021 – 31 dicembre 2021 i quali abbiano svolto nel medesimo arco temporale prestazioni di lavoro autonomo occasionale, non iscritti ad altre forme di previdenza obbligatorie, eccezion fatta per l’iscrizione alla Gestione separata INPS alla data del 18 maggio 2022 (cui hanno versato almeno un contributo mensile nel 2021);
  • Incaricati alle vendite a domicilio (articolo 32 comma 16) previa istanza all’INPS, con un reddito 2021 (derivante dalle medesime attività) superiore a 5 mila euro ed iscritti alla Gestione separata INPS alla data del 18 maggio 2022;
  • Nuclei beneficiari del Reddito di Cittadinanza (articolo 32 comma 18) con erogazione d’ufficio del bonus insieme alla ricarica della “Carta RdC”.

Ad esclusione di lavoratori domestici (comma 8) e beneficiari del Reddito di Cittadinanza (comma 18) l’erogazione del bonus in favore di tutti i soggetti appena citati avverrà nel prossimo mese di ottobre, dopo il controllo effettuato dall’INPS sulle denunce UniEmens inviate dai datori di lavoro. In questo modo l’Istituto saprà chi ha già ricevuto il bonus 200 euro dall’azienda, evitando così i casi di doppio pagamento.

Bonus 200 euro: chi non lo riceverà. Elenco degli esclusi

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