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Elezioni, ecco le principali proposte dei partiti #adessonews

Abbiamo raccolto, a partire dai programmi pubblicati dalle principali partiti e coalizioni, le priorità rispetto ai temi più sentiti in questa campagna elettorale, in vista delle elezioni di domenica 25 settembre.

PD CENTROSINISTRA

Priorità: sostenibilità, lavoro, Europa

 

Il centrosinistra, svanito il “campo largo” evocato dal segretario Enrico Letta, è imperniato sul Partito democratico, che ha siglato alcune alleanze organiche con liste minori, accogliendole sotto il proprio simbolo (i bersaniani di Articolo 21, i Socialisti e “Demos”) e altre alleanze di carattere elettorale, con candidati comuni nei collegi (+Europa, Impegno civico di Luigi Di Maio, “Sinistra e Verdi”).

Le priorità programmatiche del Partito democratico si possono riassumere nelle parole “sviluppo sostenibile”, “lavoro”, “giovani”, “diritti” ed “Europa”.

Lo sviluppo sostenibile, la transizione ecologica e quella digitale sono una priorità, all’interno della quale l’obiettivo è di raggiungere obiettivi “realistici ma ambiziosi”, con strumenti capaci di “garantire una transizione socialmente equa e di rafforzare l’innovazione e la competitività della nostra industria”.

Il lavoro è un altro pilastro programmatico, “ridurre i divari” l’imperativo. Occorre “dire basta al precariato, al lavoro povero e al lavoro nero”. Inoltre, le risorse del Pnrr devono essere usate per “rafforzare le politiche attive” e “costruire un Paese nel quale la lotta alle diseguaglianze sociali sappia coniugarsi con la lotta ai mutamenti climatici”.

Una proposta concreta riguarda i salari: “Vogliamo aumentare gli stipendi netti fino a una mensilità in più, con l’introduzione progressiva di una franchigia da 1.000 euro sui contributi Inps a carico dei lavoratori dipendenti e assimilati”. Si pensa anche a un salario minimo contrattuale sul modello tedesco, l’obbligo di retribuzione per gli stage curricolari e l’abolizione di quelli extra-curricolari.

Il reddito di cittadinanza va ricalibrato, per evitare di penalizzare le famiglie numerose, ma non eliminato. Il Pd punta molto sulla fascia giovanile: “Introdurremo una dotazione di 10.000 euro, erogata al compimento dei 18 anni sulla base dell’Isee familiare, per coprire le spese relative alla casa, all’istruzione e all’avvio di un’attività lavorativa”. Il programma del Pd insiste sui diritti delle persone Lgbt, su una legge per il fine vita e sul cosiddetto Ius scholae per l’accesso alla cittadinanza degli stranieri nati in Italia. A livello sociale, il Pd punta a rilanciare il servizio sanitario nazionale, con “il potenziamento della medicina del territorio”.

Il Pd mantiene come cardine una politica europeista. “E’ tempo di una riforma dei Trattati che permetta un salto in avanti istituzionale”, come l’abolizione del diritto di veto. “L’Ue di domani dovrà essere una forza di pace e prosperità, equità e progresso, un’Europa sociale e sostenibile, premurosa e coraggiosa”. E, ancora: “Vogliamo rilanciare il ruolo dell’Europa come principale motore di una globalizzazione più equa, fondata su standard sociali e ambientali di alto livello”. (B.D.)

 

 

MOVIMENTO 5 STELLE

Più bonus e salario minimo per tutti

 

Molti contributi e bonus per i cittadini nel programma del Movimento 5 Stelle, che si proposne con una corsa solitaria, sotto la leadership di Giuseppe Conte. Viene riproposto il cashback fiscale per chi usa la moneta elettronica e il meccanismo del superbonus, ovvero la cessione del credito, si propone di estenderlo ad altri investimenti. Il cavallo di battaglia del M5S, ovvero il “reddito di cittadinanza” viene rafforzato e si propone la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario. Salario minimo per tutti i lavoratori.

Un capitolo intero del programma viene dedicato alle donne con la richiesta di parità salariale tra uomini e donne e sgravi fiscali per le donne in maternità e pensione anticipata per le lavoratrici madri. Contributi cancellati per chi assume donne disoccupate.

Attenzione anche agli under 36, per loro fondi disponibili con il riscatto gratuito della laurea, mutui agevolati per l’acquisto della prima casa e incentivi per chi avvia delle startup. Sul fronte delle aziende e dell’imprenditoria, il M5S propone la stabilizzazione del fondo centrale di garanzia e misure per contrastare la delocalizzazione delle imprese. Per le persone super indebitate, che sono gravate da procedure di sfratto esecutivo o di pignoramento della casa, la possibilità di ottenere contributi in forma di mutuo a lungo termine o di affitto valido per il riacquisto.

L’impegno per la transizione energetica viene saldato sulle misure del superbonus. Anche per il M5S si deve mettere un tetto al prezzo del gas, ma stop a nuove trivellazioni e a nuovi inceneritori. Un cambiamento drastico viene proposto per la sanità con la riforma del Titolo V della Costituzione, eliminando gli attuali 20 sistemi regionali e riportando tutto sotto la diretta competenza dello Stato. Grande attenzione alla disabilità, chiedendo l’attuazione della legge delega e la definizione e il potenziamento delle tutele per i caregiver.

Il Movimento 5 Stelle chiede poi “disciplina e onore” nelle funzioni pubbliche e per ottenere questo, fissa il limite dei due mandati parlamentari per tutti i partiti, limita la decretazione d’urgenza, propone una nuova legge sul conflitto di interessi e lo stop ai cambi di casacca in Parlamento. Per i trasporti viene proposta l’introduzione del biglietto unico e una politica speciale per il Mediterraneo per incrementare “l’economia del mare”.

Completano il programma delM5S l’autorizzazione alla coltivazione della cannabis per uso personale, la legge contro l’omotransfobia, la riduzione del numero chiuso all’università, l’introduzione del referendum consultivo e il blocco degli armamenti. (M.M.)

 

 

AZIONE – ITALIA VIVA

Riforme radicali e meritocrazia

 

“L’ Italia è un Paese le cui energie sono da troppo tempo represse e soffocate da ideologie di tutti i tipi e dalla mancanza di meritocrazia e pari opportunità. I problemi che hanno frenato il nostro sviluppo non derivano né dalla insufficiente presenza dello Stato, né dall’ingresso nella moneta unica, come invece sembrano pensare conservatori, sovranisti e populisti di ogni specie”. E’ la premessa da cui parte la lista “Azione – Italia Viva Calenda”, il cosiddetto “terzo polo” che riunisce i partiti di Carlo Calenda e Matteo Renzi. “Allargare le opportunità per tutti, a cominciare da quelli che ne sono sprovvisti” è la sfida dei centristi, obiettivo da raggiungere attraverso “un ampio spettro di riforme radicali in ogni dimensione del nostro stare insieme: dal funzionamento delle istituzioni repubblicane al settore formativo, dal funzionamento dei mercati alla pubblica amministrazione, dal fisco alla giustizia”.

Partendo dal Pnrr, che è visto anche come l’occasione di “far avanzare l’integrazione europea lungo le dimensioni che sono necessarie per rendere l’Europa la protagonista di questo secolo”.

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Zero tasse per i giovani che avviano un’impresa è una delle proposte concrete per aumentare produttività e crescita, insieme al completamento delle riforme della concorrenza e al sostegno alle piccole e medie imprese.

Al di là dell’attuale emergenza energetica, rispetto alla quale è urgente rendersi indipendenti dal gas russo, il “terzo polo” intende ridurre del 55% delle emissioni di CO2 entro il 2030 con fonti rinnovabili, e arrivare a emissione zero nel 2050, reintroducendo il nucleare nel nostro Paese. La lista punta anche a scelte per la transizione ecologica e il rinnovamento della rete idrica.

Sul lavoro, si punta, da un lato, a introdurre il salario minimo e, dall’altro, a supportare le imprese che investono in riqualificazione della forza lavoro (non solo dipendente). Il reddito di cittadinanza andrebbe tolto a chi ne usufruisce dopo il primo rifiuto di un’offerta di lavoro, e comunque ridotto dopo due anni. Nel programma, anche una riorganizzazione della sanità, migliorando il rapporto tra medicina ospedaliera, assistenza primaria, medicina territoriale e servizi sociali.

Azione e Italia Viva propongono, per quanto riguarda la scuola, di portare l’obbligo scolastico a diciotto anni e il tempo pieno per tutti. E riservano una parte del programma alla promozione della famiglia e della natalità, sulla scia del Family act approvato dal Governo Draghi.

La lista è d’accordo anche con l’introduzione dello Ius scholae per i ragazzi stranieri nati in Italia. Come accennato, i centristi insistono sull’opzione per l’Europa, ma chiedono “una svolta in senso federale delle Istituzioni europee”, e, nell’immediato, la fine del principio dell’unanimità sulle decisioni e una politica estera comune. (B.D.)

 

 

CENTRODESTRA

Le diverse “ricette” di Meloni e Salvini

 

Difficile definire un programma unitario del centrodestra. Idue principali leader, Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia) e Matteo Salvini (Lega), si distinguono in alcuni punti e pure Silvio Berlusconi di Forza Italia si smarca su temi economici. L’alleanza è completata dalla lista “Noi moderati”, che mette insieme le forze centriste della coalizione.

Meloni vorrebbe evitare lo scostamento di bilancio invocato da Salvini. Molto accidentato anche il terreno dell’autonomia regionale, primo punto al primo Consiglio dei ministri per Salvini e che Fratelli d’Italia vede piuttosto come un federalismo municipale. Sul reddito di cittadinanza, Meloni propone l’abolizione, per Berlusconi e Salvini va semplicemente rivisto.

La Lega insiste per la flat tax al 15 per cento, gli alleati sono tiepidi. Per uscire dalla crisi energetica il centrodestra pensa a proroghe delle misure del Governo Draghi, al tetto al prezzo del gas, Meloni insiste sullo sganciamento del prezzo dell’energia elettrica dal prezzo del gas, mentre Salvini punta decisamente al nucleare italiano e indica un sito a Milano. Per l’intero centrodestra vanno riprese le trivellazioni in Italia per la ricerca di giacimenti di gas naturale. In politica estera, nonostante i vecchi contatti tra Berlusconi e Putin e di Salvini con politici russi, il centrodestra sembra compatto nella difesa dell’Ucraina e la fedeltà alla Nato. Salvini è sempre più critico verso le sanzioni.

Sulla leva obbligatoria insiste Salvini, non Berlusconi sotto il cui governo la leva fu abrogata. Riguardo ai diritti civili, tutto il centrodestra sembra poco disponibile a concessioni, e sull’interruzione volontaria della gravidenza Meloni ha detto che non intende abrogare la legge 194, né modificarla.

Fratelli d’Italia è, comunque, il partito che per primo firmò il “Manifesto per la vita e la famiglia” del Movimento prolife e Famiglia. Nel programma si parla anche di introduzione progressiva del quoziente familiare.

Sui migranti ricette diverse: Salvini preme per reintrodurre i suoi decreti sicurezza, mentre Meloni da sempre invoca il “blocco navale”, le cui caratteristiche però non sono chiare, perché potrebbe configurarsi come un atto di guerra.

Sulla pandemia e una possibile recrudescenza autunnale, il centrodestra non si esprime, nei programmi però insiste sulla difesa delle libertà individuali, forse riferendosi alle limitazioni del green pass. Per quanto riguarda le politiche economiche, oltre al taglio del cuneo fiscale, vengono riproposti i voucher nei settori del turismo e dell’agricoltura.

Ritorna con il centrodestra l’uso del contante, il cui limite dovrebbe essere innalzato. Accordo anche sul Made in Italy, che dovrebbe essere maggiormente tutelato. (M.M.)

 

 

GLI ALTRI

Oltre a quelli con maggiore visibilità, gli elettori veneti troveranno sulla scheda anche altri simboli elettorali.

 

“Italexit”, la forza politica fondata dal giornalista Pierluigi Paragone (ex Lega e M5S), punta sull’uscita del nostro Paese dall’Unione europea e dall’euro, ma anche dalla Nato. E’ contro le sanzioni alla Russia e contro l’obbligo vaccinale.

 

“Vita”, la lista guidata dalla parlamentare veneta uscente Sara Cunial, prevede “l’abolizione di ogni ricatto sanitario e terapeutico come l’obbligo vaccinale” e promuove la sovranità monetaria, energetica e alimentare del Paese.

 

“Unione popolare con De Magistris”, che ha come capo politico l’ex sindaco di Napoli Luigi De Magistris, ha riunito alcune liste di sinistra, come “Potere al popolo”. Si considera, anzi, “la vera sinistra”, con un programma “pacifista” e radicale che intende promuovere la giustizia sociale e il lavoro.

 

“Italia sovrana e popolare”, chiamata lista “rossobruna” per la convergenza di soggetti di destra e di sinistra, si dichiara l’unica alternativa al totalitarismo liberista, guerrafondaio e sanitario”. Tra i suoi rappresentanti, il comunista Marco Rizzo e l’ex magistrato Antonio Ingroia.

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