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Petrolio russo, via libera del G7 al tetto sul prezzo. Perché la guerra a Putin ora è a una svolta #adessonews

Un tetto al prezzo del petrolio russo può dimostrarsi una svolta dalle conseguenze profonde e in parte imprevedibili, per almeno due ragioni. In primo luogo, una misura del genere può realizzare uno strangolamento finanziario della Russia più efficace di qualunque altra sanzione varata fino a questo momento; più efficace, anche, di un eventuale tetto al prezzo del gas in Europa. C’è però poi un’altra categoria di conseguenze, persino meno prevedibili: applicare una misura del genere sul petrolio della Russia, fino al 2021 il primo o secondo grande esportatore del mondo, accelera la globalizzazione del conflitto per l’Ucraina con ricadute che possono arrivare direttamente alla Cina, all’India e a tutti i Paesi neutri o vicini al regime di Mosca.

La condizione perché il tetto al prezzo funzioni

Naturalmente la condizione è che, dopo l’accordo del G7, tutti i governi dell’Unione europea diano il via libera e la misura entri in vigore come previsto: dal 5 dicembre per il greggio e dal 5 febbraio per i prodotti raffinati. A quel punto il “tetto” funzionerebbe, con ogni probabilità, sulla base della minaccia di sanzioni secondarie ai danni delle imprese di qualunque altro Paese che dovesse violare le regole indicate da Stati Uniti, Unione europea, Giappone, Canada e Gran Bretagna.
In sostanza, l’Occidente e i suoi alleati cercherebbero di imporre il loro cordone sanitario sulla Russia a tutti i Paesi del mondo. Il “tetto”, immaginiamo fissato a 50 dollari a barile, funzionerebbe con ogni probabilità come segue: se un’azienda cinese o indiana comprasse petrolio russo a 60 o 70 dollari al barile – ossia sopra ai livelli massimi indicati dall’Occidente come accettabili – allora perderebbe accesso ai mercati in dollari e in euro. È lo stesso tipo di minaccia che grava oggi, per esempio, sulle banche europee che dovessero fare affari con l’Iran: sanno che sarebbero immediatamente tagliate fuori dai mercati americani, dunque si astengono dall’entrare in contatto con intermediari di Teheran.

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“https://www.corriere.it/economia/finanza/22_settembre_02/petrolio-russo-si-g7-tetto-prezzo-perche-guerra-putin-ora-una-svolta-210df07e-2ac1-11ed-8fa9-879da6ca29ec.shtml”

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